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CONTRO L’INFLAZIONE, È TEMPO DI INVESTIRE IN IMMOBILI D’IMPRESA

  • 3 anni ago
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Dopo quasi due anni di crisi economica legata all’emergenza sanitaria, ora che si punta verso la ripresa, a spaventare i mercati e a frenare i consumi è l’aumento dell’inflazione. Secondo le stime di Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea, l’inflazione annuale dell’area Euro a ottobre 2021 dovrebbe essere del 4,1%, in aumento rispetto al 3,4% di settembre. Numeri che certificano un progressivo incremento della crescita dei prezzi che rischia di avere effetti depressivi sui consumi legati alla perdita di potere d’acquisto dei redditi correnti e della ricchezza detenuta in forma liquida.

E questo aumento dell’inflazione, che effetto avrà nel mercato immobiliare? Per saperne di più, analizziamo il tema con gli esperti Antonio e Andrea Checcucci, co-titolari dello Studio Colombo & Checcucci srl – con sede a Brescia Due, Palazzo Symbol – da oltre 40 anni realtà leader nel campo dell’intermediazione immobiliare per l’impresa, settore nel quale fornisce consulenza nelle compravendite e locazioni di stabilimenti industriali, capannoni artigianali, magazzini per logistica, terreni, uffici, negozi e immobili per investimento.

 

«Nell’anno in corso – afferma Andrea Checcucci – due fattori hanno scatenato un aumento dei prezzi e quindi dell’inflazione come non si vedeva da una decade: il primo, iniziato nel 2020, è stato l’aumento dei prezzi di tutte le principali materie prime, in molti casi cresciuti non del solito 3-5% ma bensì del 30-50%; il secondo, specialmente nel settore edile, la poca disponibilità di beni durevoli. La forte ascesa dei prezzi delle materie prime insieme al costo dei trasporti ha innescato sul mercato una corsa all’accaparramento delle varie forniture, che in alcuni casi sono raddoppiate o triplicate di costo».

«Questi elementi – prosegue Antonio Checcucci – mixati tra loro nello stesso periodo hanno fatto ripartire i tassi di inflazione in tutto il mondo occidentale, Italia compresa. E nonostante le numerose dichiarazioni in Occidente di tutti i principali attori del mondo economico e politico per raffreddare la “febbre dell’inflazione”, è ormai chiaro che nei prossimi anni persisteranno tutti i fattori ideali per mantenere tassi di inflazione elevati».

 

Alla luce di questo probabile scenario, quali sono allora i rimedi per proteggere i risparmi? Andrea Checcucci non ha dubbi in merito: «L’acquisto di immobili resta storicamente la prima risposta al quesito, per due motivi: il primo è che comprando un immobile per utilizzarlo in questo momento si può approfittare di prezzi ancora bassi, ma che sul lungo periodo, proprio per l’effetto dell’inflazione, si alzeranno (così come il valore dell’immobile che si avrà). Il secondo motivo è che comprando oggi un immobile per metterlo in affitto si può usufruire del rialzo dei canoni di locazione per avere una rendita che aumenta nel tempo. Quest’ultima situazione si combina con una forte ripresa delle richieste di locazione da parte di aziende in crescita. Da inizio anno infatti assistiamo a un netto miglioramento nel settore della vendita di immobili industriali/artigianali a reddito, cioè che garantiscono all’acquirente rendite tra il 7% e 8% lordi del capitale investito. Questo grazie al fatto che gli affitti stanno iniziando ad aumentare. Il tutto mentre i mercati finanziari sono ai massimi, e i valori degli immobili sono ancora vicini ai minimi».

 

A riprova di quanto detto, lo Studio Colombo si avvia a chiudere il 2021 con un bilancio da record: punta infatti a superare gli 85.000 metri quadrati di immobili d’impresa e i 60.000 metri quadrati di lotti di terreni edificabili industriali/commerciali, collocati in diverse operazioni durante l’anno in corso.

Si tratta di società che costruiranno o riattiveranno nel territorio unità produttive, creando numerosi nuovi posti di lavoro. «Ne siamo orgogliosi – commentano i Checcucci – essendo al loro fianco possiamo affermare che tutto il mondo del lavoro, imprenditori in primis, sta facendo grandi sforzi per investire, pur tra mille difficoltà. Tutti sono consapevoli che chi investe per primo apre la strada anche agli altri».

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